Chiesa del Santo Rosario

02 Febbraio 2014
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La chiesa sorge al limite della già Piazza del Popolo. La costruzione risale ai primi anni del seicento (1610)il secolo che vide la ristrutturazione urbanistico - architettonica che caratterizza ancora oggi Comacchio.

 

La chiesa del Santo Rosario risale alla prima metà del XVII secolo quando i fratelli della Confraternita del S. Rosario decisero di far costruire una chiesa propria (1618). Fino allora la Confraternita, eretta (1572) in quel particolare clima di fervore e di devozione alla Madonna del Rosario, che seguì la battaglia di Lepanto (1571), aveva avuto sede presso la chiesa di S. Maria in Aula Regia per passare in duomo alla venuta dei cappuccini (1575) e successivamente nella chiesa di S. Mauro. La chiesa va collocata nel piano di interventi architettonici, religiosi e civili, che trasformarono completamente Comacchio all'indomani della devoluzione della Santa Sede (1598).


Ignoriamo chi ne sia il progettista: le numerose testimonianze di cui disponiamo consentono però di circoscrivere ai primi decenni del Seicento l'arco di tempo in cui avvenne la costruzione e di ascrivere allo stesso periodo molte delle opere che arredano ancor oggi la chiesa. Riteniamo che l'esterno dell'edificio ci sia pervenuto nella sua forma originaria, ad eccezione, forse, dell'ambiente che sorge tra le due absidiole delle cappelle del fianco prospiciente nella via del Rosario.

Notevole è il dinamismo che l'oggetto dei motivi ornamentali conferisce alla facciata, tutta in mattoni: il bel portale in pietra d'Istria, l'ampia finestra, riquadrata da una larga ed elegante cornice in cotto, le nicchie, le lesene, la prominenza delle cornici del timpano, l'alto zoccolo.

il campanile visto da via del Rosarioil campanile visto da via del Rosario Il campanile, tutto in mattoni, innestato nella fabbrica, è stato ricostruito nel 1752, dopo il crollo del precedente che distrusse anche parte della chiesa.

L'interno della chiesa non rispecchia più l'aspetto originario, che fu riordinato più volte. L'ultimo restauro - anni Cinquanta del Novecento - ha ricoperto le pareti con lastre di marmo, privando l'interno di molti caratteri originari. E' ad un'unica navata con volta a botte ribassata, animata dal possente e profondo arco che copre tutta l'area presbiteriale e dalle quattro cappelle laterali che si fronteggiano a due a due. Pressochè eguali a due a due s'alzano in ciascuna cappella le ancone dell'altare scolpite in legno dipinto, tutte coeve alla costruzione degli altari.

Come sempre il centro ideale della chiesa è l'altare maggiore che sta nel presbiterio. Qui si celebra l'Eucarestia.

Sul fondo dell'abside sta la grande tela raffigurante la Vergine del Rosario e i santi Domenico e Giustina, originale rielaborazione della celebre pala della peste -1631- di Guido Reni. La Vergine è dipinta fra angeli; in basso stanno i santi Domenica e Giustina ; nello sfondo, a sinistra nella parte mediana, la battaglia di Lepanto contro i Turchi, vinta dai cristiani per intercessione della Beata Vergine del Rosario. "Non armis sed rosis" "Non con le armi ma con le rose" cioè con le Ave Maria del Rosario recita la scritta sul cartiglio. L'opera è del pittore comacchiese Cesare Mezzogori e risale agli anni tra il 1640-1650.

Quadro altare


Altro punto centrale del presbiterio è il Crocefisso che attualmente sta a fianco dell'altare maggiore, proveniente dall'antico oratorio delle Stimmate . Esso ci ricorda quanto avviene sull'altare ogni volta che si celebra il Sacrificio

crocefisso

 eucaristico: la Passione e la Morte del Signore. Grande, maestoso, scolpito a tutto tondo in legno patinato in
 bruno, è opera di Filippo de Porris di Venezia al quale venne commissionato nel 1641. "Il corpo, di classiche proporzioni, dolcemente inarcato e tornito con cura sottile, tragicamente scavato il volto fra le chiome attorcigliate, il crocifisso vivo del Rosario traduce con patetica sensibilità nordicizzante i più recenti modelli del classicismo barocco" (da NORA CLERICI BEGOZZI, Opere d'arte nelle chiese di Comacchio fra il XV e il XVIII secolo). Ma l'opera più amata dal nostro popolo, contemporaneamente alla chiesa, è la statua della Madonna del Rosario, in legno colorato che attualmente si conserva nella cappelletta a sinistra della navata.


Prima dell'ultimo restauro si trovano in una ancona lignea dietro l'altar maggiore. A destra e sinistra dell'ancona, nei pilastri d'accesso al presbiterio vi erano due nicchie con statue di santi (S. Domenico e S. Caterina, attualmente nelle due absidiole laterali) particolarmente devoti del Santo Rosario.

La nuova cappella della Madonna del S.Rosario-2006

 

La nuova cappella della Madonna del S.Rosario-2006La statua della Madonna è dovuta alla munificenza di un benefattore che donò alla confraternita del S. Rosario la somma "per fabbricare e costruire nella città di Ferrara l'immagine lignea della Beata Vergine del Santissimo Rosario da porre nelle detta chiesa" (1674).

 

Madonna

La scultura mostra l'intera figura della Madonna col Bambino. La Vergine, vestita di una bianca tunica e ritratta in perfetta frontalità, siede su una ricca cattedra; è a capo scoperto coi capelli discriminati, regge il Bambino in piedi sulle ginocchia. Ogni anno si celebra la festa solenne della Madonna del Santo Rosario il 7 di ottobre e si pone questa stupenda immagine sopra l'altare al centro della chiesa.
Altre opere di particolare interesse sono le tele delle due cappelle laterali in testa alla navata. Quella di sinistra raffigura l'Annunciazione dell'angelo Gabriele a Maria. in un primo momento era stata attribuita dagli studiosi al pittore fiammingo Ernst de Schayck (Utrecht, 1573 - 1631). Gli ultimi studi la attribuiscono con maggiore probabilità a Jacopo Bambini (Ferrara, 1582c. - 1629).

altare

 

L'angelo svolazzante entra nella casa di Maria trovandola intenta alla meditazione delle Sacre Scritture. In alto si nota la figura di Dio Padre benedicente colei che sta per diventare la Madre del suo Figlio Gesù, e lo Spirito Santo che sta scendendo su Maria rendendola "piena di grazia". Sottostante la raffigurazione stanno due personaggi in preghiera, probabilmente committenti del quadro.

navata centrale

 

Nella cappella di fronte si trova la Decollazione di S. Giovanni Battista, opera del grande maestro ferrarese Carlo Bononi (1569 - 1632). "Il dipinto conserva ancora la sua crudele immanenza. Nel buio fondo della prigione, che la luce filtrante fra le sbarre del lunotto tragicamente sottolinea più che rischiarare, il riflettore Bononiano coglie l'attimo successivo al delitto: schiaccia al suolo il corpo del santo, svela il fiotto sanguigno che ne sgorga ed il gesto del boia che, ancora teso come una molla, si torce a detergere il filo lucente della spada. Specchio di una consumata retorica controriformista, il dipinto echeggia il gusto del gran teatro popolare che Ludovico Carracci e i suoi più diretti seguaci, erano andati montando a Bologna lungo il corso dei primi due decenni del Seicento."
(NORA CLERICI BAGOZZI, o. c.)

Prima di lasciare la nostra chiesa si può osservare nel piccolo abside dell'ultima cappella a sinistra l'affresco della Assunzione di Maria in cielo tra angeli e santi, opera del pittore Mario Capuzzo (anni '50), restaurata recentemente dalla moglie dello stesso (1993).

abside dell'assunzione di Maria in cielo

 


La Parrocchia del Santo Rosario è di istituzione recente. Il Vescovo Mons. Natale Mosconi erigeva la nuova Parrocchia con decreto del 2 febbraio 1952.
Il 19 giugno dello stesso anno la Parrocchia veniva affidata alla cura di don Giovanni Plebani, parroco e di don Giuseppe Magni, cappellano, entrambi appartenenti alla comunità dei sacerdoti di Bergamo, detta del "Paradiso", che la cureranno fino al 1969. Nel settembre del 1969 presiede la Parrocchia il nuovo parroco don Giuseppe Stoppiglia aiutato dal cappellano don Gaetano Farinelli. Questi due sacerdoti hanno dovuto sostenere difficili prove negli anni della contestazione arrivando poi alla decisione di lasciare la Parrocchia per il mondo del lavoro nell'anno 1975.
Nel settembre del 1975 divenne parroco il sacerdote don Guerrino Maschera che rimarrà fino al 1989. Durante questi anni diverrà sacerdote un giovane della Parrocchia (1982): don Luigi Cavalieri.
Nel 1981 viene staccata dalla Parrocchia del S. Rosario la nuova zona residenziale "Raibosola" ed eretta la nuova Parrocchia di San Giovanni Bosco.
Nel 1989 diventa parroco del S. Rosario don Guido Catozzi, fino al 1992. In questo periodo si lavorava molto con i giovani e con un gruppo di famiglie, cercando di far maturare con queste persone uno stile maggiormente comunitario. Dal 1992 al 1997 la Parrocchia venne amministrata da don Giancarlo Pirini parroco del Duomo di Comacchio e la chiesa venne ufficiata quale rettoria dal can. don Nino Mezzogori.
Dal 1997 ad oggi il nuovo parroco è don Paolo Cavallari.
E dall'Anno Giubilare 2000, la Parrocchia ha iniziato un cammino di rinnovamento pastorale seguendo il metodo proposto dal Servizio di animazione comunitaria che ha il suo centro propulsore in Roma, ed è sparso in tutto il Mondo.

Articolo tratto da: http://www.parrocchie.it/comacchio/santorosario/storia.html

  • Luogo: Comacchio
  • Dove si trova: Comacchio, Via San Bertolo
  • Fruizione del sito: Orari prestabiliti
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